M. Laura Crescimanno, giornalista professionista laureata in Lingue e Letterature Straniere vive e lavora a Palermo,è stata redattrice presso il Giornale di Sicilia e RAITRE redazione Sicilia e Mediterraneo, rubrica internazionale prodotta dalla TGR.
E’ autrice di guide turistiche e di reportage sul turismo e sull’ ambiente ed in particolare sul mare,sulla natura e sul turismo siciliano. Attualmente cura rubriche e reportage su periodici a diffusione nazionale (DOVE, per cui è inviato in Sicilia ed all’ estero, Mondo Sommerso, Atmosphere).
Ha svolto e svolge attività di consulente per la comunicazione in qualità di addetto stampa per enti pubblici e per società private, è dottore di ricerca in Pubbliche Relazioni con una tesi sui media nel Mediterraneo, è docente a contratto di Teoria e tecnica della Comunicazione collaborando con l’ Università di Palermo e con enti di formazione sul territorio

Il palazzo più antico della città è il suo parlamento regionale. Siamo nel mandamento di Palazzo Reale, gli altri tre mandamenti dell’antica Palermo erano Monte di Pietà, Castellammare e Tribunali. Scoprire la vecchia città a piedi è immergersi tra i contrasti della storia, il mosaico delle culture e dell’arte che segnano l’animo di Palermo, dei palermitani e seducono i visitatori.
A partire dalla Cappella Palatina, realizzata dal re Ruggero nel 1130, oggi testimonianza unica dei mosaici d’epoca arabo-normanna ritornati agli splendori originari e visitabili anche di notte. (Fondazione Federico II, Tel. 0916256013).
Lasciato il palmeto di piazza Vittoria sulla sinistra ci si puo’ subito dirigere verso il quartiere del Papireto, dove scorreva uno dei due fiumi che insieme al Kemonia, attraversavano la Palermo araba. Dietro alla Cattedrale una sosta nella tranquilla piazzetta Sett’Angeli per ammirare le grandi absidi del monumento arabo-normanno, incredibile sovrapporsi di stili architettonici a testimonianza delle molte civiltà di cui fu teatro l’antica Panormus nei secoli.

E' la Sicilia delle montagne e dei boschi che si affacciano sulla costa tirrenica, dal mare sino ai boschi d’alta quota. è un paradiso da scoprire a tappe e per stagioni. Sui Nebrodi si trovano borghi con opere d’arte nascoste e culture antichissime legate al lavoro della terra e all’allevamento del bestiame, abitati da pastori, carbonai, allevatori di cavalli, artigiani della ceramica e del telaio.
Lungo l’autostrada A 20, superato il promontorio di Tindari a strapiombo sulla laguna di sabbia formata dai giochi di corrente marina sottostante, si puo’ accedere al parco da più direzioni: da S. Agata di Militello, da Acquedolci, da Cesarò o da Caronia. A pochi chilometri da Acquedolci, un’antica villa trasformata in agriturismo di charme, villa Nicetta, dove fare base per dormire, trascorrere una giornata in campagna e gustare gli ottimi piatti locali a base di formaggi. Ideale soprattutto per chi viaggia con bambini, è abitata e gestita dai proprietari, offre una cucina davvero ottima: maccheroni freschi, conditi con broccoli oppure ragù di maiale, secondi a base di verdure selvatiche ed arrosti e per chiudere la pignoccata al miele.

Piccole fortezze di pietra con un ampio cortile al centro, oasi di silenzio immerse tra vigneti ed uliveti a perdita d’occhio che non di rado giungono sino al mare. Il mare africano della Sicilia occidentale con la sua luce accecante sulla sagoma delle isole Egadi posate lì, come per mano di un regista, davanti alla costa.
Di bagli in Sicilia ce ne sono per tutti i gusti, ciascuno con una sua vita a sé. Da quelli completamente trasformati in hotel con servizio bar in piscina, ai piccoli resort con camino in camera e biancheria raffinata con stemma nobiliare. Pur trattandosi di aziende agricole in piena e fiorente attività sono oggi fattorie ammodernate e rivissute dove convivono ogni giorno gli antichi riti della campagna siciliana, il pane appena sfornato e “cunzato” con olio, acciughe e rosmarino e le stanze impregnate di buon odore di vino e di botti.

Tra campi coltivati a vigneti ed uliveti, le colline si susseguono ondulate e ricoperte di grano sino al limite delle montagne intorno. Le Madonie alle spalle, ad oriente il fiume Salso, i monti Erei ed i Nebrodi meridionali, sullo sfondo l’Etna: siamo nell’interno dell’isola.
A Morgantina vale la pena fermarsi almeno un paio d’ore. Vi si giunge dalla strada statale 117 imboccando il bivio verso Aidone, da non perdere la visita al piccolo museo archeologico che ha riaperto i battenti.
Ritornando in direzione di Piazza Armerina, arroccata sulle creste degli Erei a quasi 700 metri appare il centro medievale. La città di impianto arabo fu molto florida sotto Federico II. Qui tra i vicoli del centro si celebra infatti il Palio dei Normanni, rievocazione in costume d’epoca nelle tre giornate dal 12 al 14 agosto. Giungendo in auto la città appare dominata dal Castello aragonese e dal Duomo seicentesco.

Spiagge piatte e infinite, oppure scomode e scoscese, candide, gialle, perfino nere: chi cerca un angolo di mare segreto si prepari ad una caccia al tesoro. Meglio orientarsi verso le spiagge del ragusano e dell’agrigentino, le spiagge scoperte di recente dai set tv, dove si può sempre trovare un angolo tranquillo per un tuffo nel mare aperto di fronte all’ Africa, mare ancora profumato di sale e di alghe, e non certo di gasolio e crema solare.
Chilometri di dune lavorate dal vento dove cresce soltanto bizzarra vegetazione spontanea, lunghissime distese di sabbia bianca, gialla ed ocra interrotta da baie, isolotti, promontori, castelli, torri, tonnare, borgate di pescatori. Qui il sole tramonta lentamente mentre il mare diventa color del vino, uno spettacolo che puo’ durare anche un paio d’ore. Ed è la luce a dirti che ti trovi nel lembo di terra più a sud d’Europa, a due passi dall’Africa.
E' la Sicilia aspra, arida, brulla della fiction tv di Andrea Camilleri, luoghi letterari, condensati, ma con precise corrispondenze geografiche, che hanno fatto da sfondo alle vicende di Montalbano.

L’arcipelago è un universo di mare e vulcani a sé che incanta per il suo esotismo irresistibile, dove natura e storia hanno per secoli forgiato un paesaggio scolpito dal fuoco, dalla lava, dal vento e dal mare.
Oggi le isole Eolie vivono di turismo dai grandi numeri per soli due mesi all’anno, quando vip, barche a vela, gommoni e yacht da sogno si contendono un posto in banchina ed una terrazza privata a lume di candela con vista sull’arcipelago. Per il resto dell’anno si trasformano in sette paradisi di silenzio, scorci di mare e tramonti incantati.

Scenario di incomparabile bellezza marina e di noto interesse archeologico è la corona di scogli di fronte alla piccola Panarea: Basiluzzo, Lisca Bianca, Spinazzola, le Formiche ed i Panarelli.
Sulle balze dell’isolotto di Basiluzzo dove si trovano i resti evidenti di una villa di epoca imperiale romana, è stato rinvenuto e segnato l’itinerario Strutture di Basiluzzo, che si snoda dai 5 ai 12 metri di profondità tra vestigia di quella che fu una banchina portuale in seguito sommersa. Dagli ultimi rilievi effettuati però gli archeologi pensano si possa trattare forse di una peschiera, un impianto murario formato da imponenti blocchi rocciosi che alimentavano gli allevamenti del pesce. L’immersione è di estrema semplicità e si effettua con la guida specializzata del diving Amphibia (Tel. 3351245332), seguendo la corda bianca sommersa tra scogli e fratture ricchi di madrepore ed incrostazioni colorate.

i borghi di mare l’isola è piena. A ridosso delle città come nelle piccole isole, così tanti che forse nessuno si è mai preso la briga di contarli.
Ma la vacanza nel borgo significa anche uscire in mare per la pesca tradizionale, ritrovare la gastronomia locale e quella d’eccellenza tra nouvelle cuisine, influenze arabe e vecchie ricette che qui sanno sempre di terra e di mare.
Il pesce appena pescato diventa vero e proprio spettacolo al mattino sui banchi dei mercati delle grandi marinerie dell’isola, i porti di Mazara del Vallo e di Sciacca, dove si trovano le più ricche flotte pescherecce siciliane rivolte verso il Canale e l’Africa. Da qui non tutto il pescato si trasferisce in volo al mattino diretto sui mercati del nord Italia. Parte del pesce serve a deliziare le tavole di ristoranti e trattorie della costa. Considerata il regno del vino, dell’olio e del pesce, la Sicilia compresa tra le province di Trapani ed Agrigento, deve il suo fascino anche all’influenza araba che ha creato veri capolavori del gusto come il cous cous di pesce e di verdure, caponate con le mandorle e vini da dessert famosi in tutto il mondo.

Taormina d’inverno. è la Taormina privata cara agli stranieri, con le piogge mattutine ed il sole che spunta tra le nubi distese sul mare, dominata dalla mole del vulcano imbiancato sull’azzurro del golfo di Naxos.
La cittadina medievale è la base ideale per itinerari in auto alla scoperta dei dintorni tra gastronomia di mare, sapori segreti della Sicilia interna e paesaggi insoliti tra fiumi e vulcano.
Due i versanti da percorrere, il primo che segue la strada costiera lungo la statale 114 verso Messina con panorama aperto sullo Stretto, il secondo in direzione opposta verso l’Etna, inerpicandosi nell’interno lungo la valle tortuosa scavata dal fiume Alcantara.

Si parte da Palermo, da quei mercati storici già descritti, dove passeggiare è un viaggio tra gli odori, i suoni e i sapori della tradizione. A partire dalle cucine ambulanti spesso divenute chioschi o rispettabili friggitorie con i famosi cibi da strada: panelle, crocchè, melenzane fritte, pane con la milza, pane con la milza e ricotta, stigghiole di manzo o maiale, interiora (si va dalle cartilagini alle ginocchia ad altro) bollite e condite, polpo, lumache, patate, fagiolini, carciofi bolliti, cipolle, melenzane, peperoni al forno.
Continuando, ecco gli “altari”della frutta che partono dalla frutta secca e dalle olive condite per trionfare con gli agrumi, le specialità della stagione, la verdura locale e, in alto, i meloni gialli e quelli verdi. Tra gli agrumi da non perdere i mandarini tardivi di Ciaculli, pochi semi, buccia fine, dolcissimi, coltivati negli ultimi giardini a terrazzi, ora sotto tutela, nei pochi terreni della Conca d’oro non aggrediti dal cemento.
L'isola è molto grande, un caleidoscopio di luoghi e di realtà differenti da comporre a piacere.
Chilometri di coste ora alte e rocciose, ora piatte distese di sabbia a perdita d'occhio che si confondono con l' orizzonte nelle giornate di caldo africano. Grande anche a volerla attraversare da una punta all'altra, con i boschi delle aree interne e le foreste innevate, l’universo a sé costituito dal paesaggio etneo del grande vulcano, le contrade interne ancora poco sconosciute dove si susseguono fiumi e montagne, altipiani di tufo, colline di grano, vigne ed ulivo a perdita d’ occhio sino all’azzurro del mare. La Sicilia, per dirla con Braudel è un mosaico di Mediterranei, o per citare Paul Valery, una fabbrica di civiltà. Come infatti testimoniano le isole minori, veri laboratori di storia, archeologia subacquea e natura mediterranea che per buona parte dell’anno restano a sonnecchiare, veri paradisi marini per chi cerca tranquillità.
Non aspettatevi in un solo viaggio, di conoscere tutta la Sicilia turistica, città per città, borgo per borgo, isola per isola. Cercate semmai, seguendo i miei itinerari, una chiave di lettura diversa, un modo per vivere e scoprire l’essenza forte dell’isola.
Viaggio tra i borghi set del cinema, da Bagheria a Palazzo Adriano alla scoperta del parco dei monti Sicani, terra interna segnata da masserie e castelli, dove il turismo non è ancora sbarcato.
Dormire e mangiare in piccoli resort o in agriturismi e B & B.
Week end mare e gusto mediterraneo tra olio e vino d'eccellenza, dormire in comodi country resort, in cucina per una cooking class davvero speciale alla scoperta delle antiche ricette siciliane di una volta.
Ritrovare la luce pulita del un paesaggio incontaminato tra lunghe spiagge deserte e antichi uliveti e vigneti a due passi dal mare africano della costa agrigentina.
ArcheoSailing è un'idea, una nuova proposta per scoprire, vivere e comunicare il nostro Mar Mediterraneo. L'idea è quella di coniugare la passione per la vela e per la navigazione con la subacquea e le mete archeologiche e culturali a partire dalle coste e dalle isole minori siciliane.
ArcheoSailing offre la possibilità di andar per mare con week end a tema e svolge attività di divulgazione nello spirito di amicizia e collaborazione tipico della gente di mare.
ArcheoSailing è anche il motore di iniziative culturali e turistiche legate al tema dei viaggi per mare, della sua salvaguardia e della formazione dei giovani verso una sua corretta fruizione.
Giornalista palermitano, editore dal 2001 del periodico di attualità, costume, moda, turismo e società “CULT”; ha già all’attivo la pubblicazione di altri libri.
Alfio Garozzo vive a Catania, dove è nato nel 1961. Fin dal 1992 ha lavorato come fotografo professionista e giornalista free lance. Ha collaborato con i maggiori periodici nazionali ed internazionali e ha partecipato alla pubblicazione di guide turistiche pubblicate dai più noti editori. Alfio Garozzo è specializzato in reportage di viaggio, etnografici, di architettura, interior design, cultura e gastronomia.
Nuovi Itinerari Gusto e Cultura: Aidone, Nebrodi, Mare e Cultura, Taormina e Vini